Livio's profilePicasso87PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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9/6/2009 15.. si svegliò di soprassalto.. ancora una volta stava sognando di cadere nel vuoto.. era un incubo ricorrente ed erano anni che gli accadeva di alzarsi dal letto madido di sudore.. i suoi genitori fin dall’ adolescenza hanno provato a risolvere questo problema decidendo anche di portarlo da uno psicologo per scoprire quale fosse l’origine del suo male, ma fu del tutto inutile.. le sedute costavano troppo e i sogni rimanevano.. si pensò che era meglio eliminare la spesa piuttosto che capire cosa stava succedendo.. .. quando si girò verso il comodino vide la sveglia che segnava con grandi numeri rossi le 8e25. Antiniska dormiva alla sua sinistra abbracciata ad un cuscino e non pensò di svegliarla.. questa volta sarebbe stato lui ad abbandonare per primo il letto. Anche se non avevano fatto sesso, il Nonno aveva una strana sensazione di colpevolezza.. si sentiva come l’uomo sbagliato nel posto sbagliato.. più passava del tempo con quella ragazza e più non capiva che tipo di rapporto aveva con lei.. questo continuo prendere e lasciarsi rendeva tutto così instabile.. era innamorata di lui? Provava affetto perché l’aveva salvata da quella brutta situazione? Perché quel attaccamento morboso nei suoi confronti? l’unica soluzione che gli passò in mente in quel momento era di fuggire.. non era la migliore ma non sapeva cosa altro fare.. sgattaiolò fuori dal letto come un ladro e si rintanò nel bagno per una doccia e decise finalmente di radersi la barba lunga di 5-6 giorni. La fretta gli fece fare un gesto sbagliato con la mano che gli provocò un taglio superficiale sulla guancia e la relativa bestemmia interna.. con la mano ferma a tamponare la piccola ferita, entrò di nuovo nella camera per prendere i vestiti che aveva lasciato sulla sedia.. fortunatamente il rumore della porta non svegliò la ragazza.. “meno male che ha il sonno pesante..” pensò tra sé e sé il Nonno. Prima di andarsene lasciò un bigliettino sul tavolo.. non voleva essere come il classico bastardo che fuggiva il giorno dopo senza averle detto niente.. ma le sue parole non furono di grande conforto.. “IL CAFFE’ E’ NEL PRIMO ARMADIETTO A SINISTRA DELLA CUCINA. BUONA GIORNATA. P.S.= SE VUOI RIMANERE QUI DEVI GIOCARE CON LE MIE REGOLE”.. sperava che ciò che gli aveva scritto potessero portare le cose ad una situazione di stabilità, anche se avrebbero causato un malumore da parte della barista.. e poi che le piacesse oppure no quella era casa sua e decideva lui, se questi comportamenti ambigui continuavano poteva anche andarsene, lui non era obbligato ad ospitare nessuno soprattutto dopo averlo messo abbastanza nei guai nei giorni precedenti.. .. decise di fare colazione nel caffé sotto casa.. quella mattina doveva andare all’università a parlare con il professore con cui avrebbe sostenuto la tesi.. tra tutte le materie disponibili aveva scelto Finanza Aziendale non solo per la passione che nutriva in questo campo ma anche per il professore Gamberini: era una sorta di leggenda all’interno dell’ateneo, un uomo di grandissima esperienza che aveva lavorato nelle amministrazioni delle più grandi imprese italiane e ora che aveva raggiunto una certa età passava il suo tempo ad insegnare. A differenza di Caserta, era riuscito ad instaurare un ottimo rapporto con lui, tanto che il Nonno era considerato come il figlio sempre desiderato..un domani avrebbe trovato sempre il suo appoggio.. se avesse avuto bisogno di un aiuto o semplicemente di un lavoro, sapeva che il professore Gamberini avrebbe mosso mari e monti per lui, arrivando fino al Ministro dell’Economia se era necessario.. .. il treno sarebbe arrivato a breve.. anche se il cartello vietava di fumare, il Nonno aveva acceso la sua sigaretta di drum e passeggiava nervosamente avanti e indietro lungo il binario. In quel momento di calma mentale si ricordò che nella fretta avuta durante la mattinata aveva dimenticato di accendere il cellulare e verificare se c’erano novità per lui.. neanche il tempo che il piccolo telefono portatile si era illuminato che segnò l’arrivo di un messaggio.. ancora una volta era la ragazza dalla pelle di porcellana: “EHI FUGGITIVO, OGGI RIMANGO A CASA STUDIARE, SE NON HAI ALTRO DA FARE PERCHE’ NON VIENI A TROVARMI A CASA COSI’ CI ESERCITIAMO INSIEME?”.. fortunatamente per lui, l’sms non era stato inviato da molto tempo.. poteva ancora sfruttare questa occasione.. la telefonò brevemente per accettare l’invito e sapere dove abitava.. erano poche fermate che doveva fare.. lui conosceva bene in che punto del tragitto Giulia saliva sul treno.. nel giro di venti minuti l’avrebbe raggiunta.. quel giorno avrebbe saltato l’università e per la prima volta non si sentiva in colpa di dare buca al professor Gamberini, sicuramente l’avrebbe accolto in un altro giorno di ricevimento.. .. la casa di Giulia non era distante dalla stazione.. era un piccolo appartamento che si trovava al quarto piano.. quando il Nonno salì le scale trovò la porta aperta. Si incamminò in uno stretto corridoio poco illuminato con una strana sensazione di disagio, come se fosse entrato in un territorio nemico.. dalla stanza in fondo sentì una voce che lo fermò e gli disse di attendere.. la ragazza dalla pelle di porcellana si presentò come la classica cenerentola dedita ai lavori domestici: i vestiti maltrattati, la fascia che manteneva i capelli e la mancanza di trucco che metteva in risalto ancora di più il chiarore della sua pelle sembravano farla apparire totalmente diversa da quando la frequentava all’università.. “ehi.. inizia ad andare nella mia stanza, cinque minuti e sono da te..”. Accese la luce in una camera non molto grande ma funzionale dove il letto e la scrivania occupavano gran parte della superficie. Mentre aspettava, il Nonno si fece prendere dalla curiosità di scoprire che libri e cd musicali erano presenti sulle mensole, anche perché secondo lui si poteva conoscere molto di una persona vedendo cosa leggeva o ascoltava.. purtroppo rimase deluso nel vedere la presenza di album di cantanti commerciali italiani e da romanzi d’amore per ragazzine adolescenti.. la sua sorpresa si trasformò in un spavento nel momento in cui senti la voce di Giulia alle proprio spalle..”che fai? Sbirci tra le mie cose? Non pensi che sia cattiva educazione?”. Il Nonno in imbarazzo non ebbe attenuanti alzò le mani in senso di arresa: “confesso, sono colpevole.. stavo dando un’occhiata ai tuoi cd.. ma tu che stavi combinando di là?”..”scusami, hai ragione..solo che mia madre è uscita presto e mia sorella non dà mai una mano in casa..comunque eccomi qui, vogliamo cominciare???”. Prese il libro di matematica e iniziarono a vedere varie tipologie di esercizi che sicuramente sarebbero uscite durante l’esame.. le lacune nella materia erano numerose e la ragazza apprendeva quante più nozioni possibili.. il Nonno non aveva mai visto nessuno prestare così tanta attenzione alle sue spiegazioni e rimase quasi estasiato dalla sua forza di volontà.. mentre stava prendendo appunti, si fermò ad osservarla.. notò dei capelli fuori posto e con un gesto della mano glieli mise dietro l’orecchio.. Giulia non rimase insensibile a tutto ciò: “..ehi, io ho capito che forse provi qualcosa per me.. sei un bravo ragazzo, ma sto in un brutto momento.. per ora sto pensando solo all’università..cerca di capirmi..”.. il Nonno la prese e le baciò dolcemente la fronte.. lui lo chiamava “il bacio non dato”.. era il bacio che dava quando non poteva avere quella persona.. “penso che ora sia venuto il momento che vada..”, si alzò e nell’oscurità del corridoio uscì da quella casa..
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